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Quelli che aiutano i bambini in difficoltà e i loro genitori. L´associazione "Ci sono anch´io Onlus" opera dal 2008

23-01-2018 16:48 - Rassegna Stampa
«Vorremmo solo un maggior sostegno delle istituzioni»

di Claudia Guarino PIOMBINO Nelle stradine strette del centro storico, in alcune ore del giorno, i raggi del sole non riescono a farsi largo tra i palazzi. È mattina quando andiamo in via Giuseppe Garibaldi e l´aria fredda dell´inverno striscia indisturbata tra i vicoli. Al civico 15/A fa capolino una saracinesca grigia che, aperta per metà, incornicia un cartello bianco e azzurro su cui è scritto "Ci sono anch´io Onlus". L´associazione, costituita nel 2008, è nata dall´iniziativa di alcuni genitori che, avendo figli in difficoltà, hanno deciso di unirsi per cercare soluzioni. "Ci sono anch´io", in particolare, è impegnata nella tutela dei minori affetti da disturbi dell´apprendimento e dell´età evolutiva, come ritardo del linguaggio o deficit psico-fisico-relazionale. Dal 2016 è attivo anche un progetto mirante ad aiutare i bambini affetti da autismo, sostenuto dai donatori della campagna "Sporcatevi le mani" della fondazione "I Bambini delle Fate" e prevede una terapia di acquaticità svolta in piscina. «Cerchiamo di operare nel migliore dei modi possibile. Ci avvaliamo del lavoro di psicologi, logopedisti e fisioterapisti al fine di favorire la crescita dei bambini e la loro integrazione all´interno di scuola e società - dice Paola Barberi, presidente dell´associazione - Dobbiamo poi ricordarci che anche i genitori hanno bisogno di aiuto». Affrontare il disagio dei propri figli è qualcosa che mette alla prova e scava dentro. Spesso le famiglie perdono la propria intimità e smarriscono la dimensione quotidiana, per questo «sono organizzate sedute di psicoterapia e lezioni di tango», aggiunge Barberi. Perché dietro ogni bambino in difficoltà c´è una famiglia, la quale ha bisogno di un sostegno per lottare ogni giorno al fianco dei propri figli. Per questi ultimi, invece, sono organizzati vari servizi. Uno di essi è la circomotricità le cui attività, seguite da medici specializzati, si tengono in palestra e sono finalizzate a favorire l´acquisizione della consapevolezza del proprio corpo, attraverso la fruizione di un ambiente stimolante. Ci sono poi trattamenti svolti in acqua e attività di pet therapy, come l´ippoterapia.«Una o due volte a settimana andiamo in pullman al Circolo ippico Palazzi di Follonica e portiamo i bambini a svolgere attività con i cavalli insieme a una psicoterapeuta - racconta Barberi - In primo luogo c´è la conoscenza dell´animale, che viene accarezzato e spazzolato, poi si sale in sella. Il cavallo è utile perché favorisce la verbalizzazione e genera stimolazione sensoriale».Oltre alle sedute individuali sono organizzate anche attività di gruppo, per favorire lo sviluppo di competenze relazionali, e azioni miranti alla conoscenza della natura come la costruzione dell´orto. Circomotricità, acquaticità e ippoterapia per favorire la stimolazione sensoriale e prendere consapevolezza del proprio corpo dunque. Scopi che sono alla base anche delle lezioni di Tai chi, servizio attivo da due anni che prevede una decina di lezioni miranti a favorire anche lo sviluppo della coordinazione. Dal primo gennaio è inoltre attivo il progetto "Un giorno in più", finalizzato ad allietare il tempo libero attraverso uscite e gite sul territorio. «Sono attività organizzate il sabato e la domenica, quindi i volontari magari lasciano da parte la propria famiglia per partecipare - sostiene Barberi - Ma lo facciamo volentieri, abbiamo formato un bel gruppo e non sentiamo la fatica. Vorremmo solo un maggiore sostegno delle istituzioni, non per forza economico. A volte fa piacere anche solo la presenza».Per far fronte alle varie attività, l´associazione usufruisce della piscina, messa a disposizione dalla Società nuoto Piombino, e della palestra Coop, disponibile attraverso l´affiliazione alla Uisp. Ci sono poi i locali del Centro giovani utilizzati per incontri e colloqui, e la sede di via Garibaldi. «Dal 2015 - conclude Elisa Zanotti, referente dei volontari - con l´aumento dei servizi e delle problematiche pervasive, come l´autismo, il gruppo dei volontari è cambiato. Il volontario viene impiegato subito per la logistica e l´organizzazione di eventi, ma prima di entrare in contatto con i bambini deve intraprendere un percorso motivazionale con la psicologa e una serie di formazioni. Non tutti sono adatti a stare con i bambini, a maggior ragione se questi vivono situazioni di disagio. Non si diventa volontari per rispondere ai propri bisogni, è necessario essere un foglio bianco».




Fonte: Il Tirreno

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